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Pizzaballa: “Solo un equivoco con Israele, non c’è stata comprensione reciproca”. Accesso negato al Santo Sepolcro per il cardinale e padre Ielpo. Le autorità parlano di sicurezza, i religiosi criticano: “Decisione eccessiva”

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Si è trattato di un’incomprensione, di una mancata sintonia tra le parti: così il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha descritto l’accaduto in un’intervista rilasciata al Tg2000, sottolineando come un episodio simile non si fosse mai verificato prima e manifestando rammarico per quanto successo.

Pizzaballa ha spiegato che le forze dell’ordine avevano disposto il divieto di assembramenti nei luoghi privi di rifugi, ma ha chiarito che non era stata richiesta alcuna celebrazione pubblica: l’intenzione era semplicemente quella di svolgere un breve momento privato per mantenere viva la tradizione della celebrazione presso il Santo Sepolcro.

Il patriarca ha inoltre evidenziato come non vi siano stati momenti di tensione, precisando che tutto si è svolto in modo rispettoso. Ha poi aggiunto di non voler alimentare polemiche, ma piuttosto cogliere l’occasione per chiarire meglio la situazione nei prossimi giorni, cercando un equilibrio tra esigenze di sicurezza e diritto alla preghiera.

Riflettendo sull’episodio, Pizzaballa ha invitato a considerare il contesto più ampio, ricordando che molte persone vivono condizioni ben più difficili e non hanno nemmeno la possibilità di celebrare. Ha definito questa Pasqua come vissuta ancora una volta in tono dimesso. In merito alle parole di Benjamin Netanyahu, secondo cui “Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan”, il cardinale ha ribadito che per i cristiani il senso della vittoria risiede nella croce, simbolo non solo di sofferenza ma soprattutto di amore e dono della vita.

In serata, il primo ministro israeliano Netanyahu è intervenuto nuovamente dichiarando di aver disposto l’accesso immediato e completo alla Basilica del Santo Sepolcro per il cardinale. Ha però anche ricordato che nei giorni precedenti l’Iran avrebbe colpito luoghi sacri delle tre religioni monoteiste e che detriti di missili sarebbero caduti a poca distanza dal santuario.

Anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha espresso solidarietà telefonando a Pizzaballa. Ha definito quanto accaduto una decisione grave e ingiustificata, condividendo la posizione del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa. Ha sottolineato il dolore provocato ai cristiani locali, che rappresentano un segno fondamentale di speranza in territori segnati da conflitti. Ha poi ribadito l’importanza di garantire la libertà religiosa come base per qualsiasi percorso di pace e ha auspicato un chiarimento rapido dell’episodio, invitando al dialogo e a soluzioni equilibrate.

La ricostruzione dei fatti
Nella mattinata, la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pizzaballa e padre Francesco Ielpo mentre si dirigevano verso la Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. A darne notizia è stato il Patriarcato di Gerusalemme.

I due religiosi sono stati fermati lungo il tragitto, nonostante si muovessero in forma privata e senza alcun elemento riconducibile a una processione o a una cerimonia pubblica, e sono stati costretti a tornare indietro. Secondo quanto riportato in una nota congiunta del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa, per la prima volta dopo secoli ai vertici della Chiesa è stato impedito di celebrare la funzione.

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